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Psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Valeria Pozzi

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DSA e genitori: l’importanza di essere accompagnati prima e dopo la diagnosi

DSA e genitori: l’importanza di essere accompagnati prima e dopo la diagnosi

Quando un bambino incontra difficoltà a scuola, i primi a rendersene conto sono spesso i genitori. Compiti che diventano fonte di stress, tempi di studio molto lunghi, frustrazione, pianti o rifiuto della scuola possono generare preoccupazione, confusione e senso di impotenza. In questi momenti, è naturale chiedersi se si tratti di una fase passeggera o di qualcosa che richiede un approfondimento.

Di fronte al sospetto di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), i genitori si trovano spesso soli, divisi tra il timore di “etichettare” il figlio e il desiderio di aiutarlo nel modo giusto. Essere accompagnati in questa fase è fondamentale, per comprendere cosa sta accadendo e per evitare interventi inefficaci o controproducenti.

Prima della diagnosi: riconoscere i segnali e dare senso alle difficoltà

Prima della diagnosi, molti genitori sperimentano sentimenti contrastanti: preoccupazione, senso di colpa, rabbia o frustrazione. Spesso emergono domande come:
“È solo svogliatezza?”, “Dovremmo insistere di più?”, “Stiamo facendo abbastanza?”

In questa fase, il rischio è quello di:

  • aumentare la pressione sul bambino,
  • interpretare le difficoltà come mancanza di impegno,
  • generare tensioni nella relazione genitore-figlio.

Un supporto psicologico precoce aiuta i genitori a leggere correttamente i segnali, a comprendere il funzionamento del proprio figlio e a individuare il momento opportuno per una valutazione, riducendo l’ansia e favorendo un clima emotivo più sereno.

Dopo la diagnosi: “cosa facciamo adesso?”

La diagnosi di DSA può essere vissuta come un sollievo, ma anche come uno shock. Molti genitori raccontano di sentirsi spaesati, sommersi da informazioni tecniche e indicazioni pratiche difficili da tradurre nella quotidianità. È frequente chiedersi come aiutare concretamente il proprio figlio senza sostituirsi a lui o aumentare la sua dipendenza.

Dopo la diagnosi, i genitori hanno bisogno di essere guidati nel comprendere:

  • cosa significa realmente il DSA del proprio figlio,
  • quali aspettative sono realistiche,
  • come sostenere lo studio a casa,
  • come collaborare efficacemente con la scuola,
  • come tutelare il benessere emotivo e l’autostima.

Senza un adeguato accompagnamento, il rischio è che la diagnosi resti un documento formale, mentre le difficoltà quotidiane continuano a pesare sul bambino e sull’intero sistema familiare.

Il ruolo dei genitori nel percorso di crescita

I genitori non devono diventare “terapisti” dei propri figli, ma figure di riferimento sicure e competenti, capaci di sostenere senza giudicare e di incoraggiare senza sostituirsi. Essere guidati permette di sviluppare modalità educative più efficaci, favorendo autonomia, fiducia e senso di competenza nel bambino o nel ragazzo.

Un percorso di supporto ai genitori aiuta a:

  • ridurre il senso di colpa e di impotenza,
  • migliorare la comunicazione familiare,
  • affrontare le difficoltà scolastiche con maggiore consapevolezza,
  • valorizzare le risorse e i punti di forza del figlio.

Accompagnare la famiglia per aiutare davvero il bambino

Prendersi cura di un bambino con DSA significa prendersi cura anche della sua famiglia. Quando i genitori si sentono sostenuti, informati e compresi, diventano una risorsa fondamentale nel percorso di crescita del figlio.

Essere accompagnati prima e dopo la diagnosi consente di trasformare un momento di difficoltà in un’occasione di maggiore conoscenza, rafforzando la relazione genitore-figlio e costruendo, passo dopo passo, un percorso più sereno e sostenibile.


Valeria Pozzi
Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Francesca Farina

Psicologa a Lissone - MB
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P.I. 04216430969

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