Quando un bambino incontra difficoltà a scuola, i primi a rendersene conto sono spesso i genitori. Compiti che diventano fonte di stress, tempi di studio molto lunghi, frustrazione, pianti o rifiuto della scuola possono generare preoccupazione, confusione e senso di impotenza. In questi momenti, è naturale chiedersi se si tratti di una fase passeggera o di qualcosa che richiede un approfondimento.
Di fronte al sospetto di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), i genitori si trovano spesso soli, divisi tra il timore di “etichettare” il figlio e il desiderio di aiutarlo nel modo giusto. Essere accompagnati in questa fase è fondamentale, per comprendere cosa sta accadendo e per evitare interventi inefficaci o controproducenti.
Prima della diagnosi, molti genitori sperimentano sentimenti contrastanti: preoccupazione, senso di colpa, rabbia o frustrazione. Spesso emergono domande come:
“È solo svogliatezza?”, “Dovremmo insistere di più?”, “Stiamo facendo abbastanza?”
In questa fase, il rischio è quello di:
Un supporto psicologico precoce aiuta i genitori a leggere correttamente i segnali, a comprendere il funzionamento del proprio figlio e a individuare il momento opportuno per una valutazione, riducendo l’ansia e favorendo un clima emotivo più sereno.
La diagnosi di DSA può essere vissuta come un sollievo, ma anche come uno shock. Molti genitori raccontano di sentirsi spaesati, sommersi da informazioni tecniche e indicazioni pratiche difficili da tradurre nella quotidianità. È frequente chiedersi come aiutare concretamente il proprio figlio senza sostituirsi a lui o aumentare la sua dipendenza.
Dopo la diagnosi, i genitori hanno bisogno di essere guidati nel comprendere:
Senza un adeguato accompagnamento, il rischio è che la diagnosi resti un documento formale, mentre le difficoltà quotidiane continuano a pesare sul bambino e sull’intero sistema familiare.
I genitori non devono diventare “terapisti” dei propri figli, ma figure di riferimento sicure e competenti, capaci di sostenere senza giudicare e di incoraggiare senza sostituirsi. Essere guidati permette di sviluppare modalità educative più efficaci, favorendo autonomia, fiducia e senso di competenza nel bambino o nel ragazzo.
Un percorso di supporto ai genitori aiuta a:
Prendersi cura di un bambino con DSA significa prendersi cura anche della sua famiglia. Quando i genitori si sentono sostenuti, informati e compresi, diventano una risorsa fondamentale nel percorso di crescita del figlio.
Essere accompagnati prima e dopo la diagnosi consente di trasformare un momento di difficoltà in un’occasione di maggiore conoscenza, rafforzando la relazione genitore-figlio e costruendo, passo dopo passo, un percorso più sereno e sostenibile.
Valeria Pozzi
Psicologa e Psicoterapeuta
Psicologa a Lissone - MB
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